sono come sono

Eccomi

Utente: misunderstand
uno nessuno centomila. mai come oggi comprendo e sento mio questo testo di pirandello. mai come oggi so chi sono o non so nulla di me... che poi è lo stesso!

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maggio 2008

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venerdì, 23 maggio 2008

Ci sono luoghi che conservano ancora oggi la loro magia; luoghi dove la presenza dell’uomo è nulla o comunque minima. Deserti, ghiacciai, oceani… ma anche boschi, laghi e montagne.
 
Ieri sera. 19,30. esco dall’ufficio; casa mia è ancora un cantiere aperto (un po’ come la mia vita, citando M.Venuti in Open Space), per cui cena e doccia dai miei.
Il tempo è ancora brutto, non piove ma le nuvole basse e nere non promettono niente di buono. Dopocena parto e per strada il traffico è quasi nullo. In meno di mezz’ora sono al parcheggio dove il Mastro mi sta già aspettando. Lo carico e insieme ci dirigiamo verso l’alta valle. Il Lupo ci attende qualche chilometro a monte; cambiamo auto e via. Non ci si vede da tempo, da prima della mia partenza… un anno fa. Il viaggio verso il nostro bosco dura qualche decina di minuti, ma l’atmosfera rilassata che respiro in auto mi rapisce; la musica dei pink floyd mi porta in un’altra dimensione e gli alberi e le rocce che scorrono fuori dal finestrino mi ipnotizzano.
viaggio
Arrivati al parcheggio lasciamo l’auto e ci avviamo a piedi lungo il sentiero che costeggia il fiume. Il buio è pesto ed il cielo senza luna non contribuisce in nessun modo a migliorare la visibilità. Camminiamo in silenzio ascoltando i nostri respiri perdersi nel rumore della notte.
               il fiume racconta, il vento sussurra
Ad un tratto la vegetazione si fa più fitta ed il nero più nero. Mi lascio avvolgere dall’oscurità e permetto ai miei occhi di abituarsi alla nuova luce o alla sua assenza. Pochi passi e comincio nuovamente a distinguere ombre e forme; pochi istanti e nel nero distinguo: nero, più nero, nerissimo.
 
è entrare in contatto con il mio lato oscuro, conoscerlo, esploralo e scoprire che così oscuro non è
 
Uscendo dal bosco un prato, che sembra brillare, ci accoglie; le montagne circostanti sono ancora ricoperte di neve che, nonostante l’assenza di luci, risplende candida; il cielo è plumbeo.
Ci sediamo per terra sull’erba umida appoggiandoci, l’uno alle spalle dell’altro, in un perfetto triangolo. L’energia di questo non-luogo da principio ci respinge. Il fiume sembra ingrossarsi e urlare tutt’intorno la presenza di tre estranei. Il vento si lamenta insinuandosi tra gli alberi agitando rami e foglie. Tutto si muove. Sopra di noi le nuvole corrono veloci spostandosi in tutte le direzioni; inseguendosi.
poi il vento si calma; poi il fiume si addolcisce, le pietre che rotolano nel suo greto sembrano muoversi all’unisono
Sopra le nostre teste il cielo si mostra e ci mostra le sue stelle. Il bosco ci riconosce, si ricorda di noi e ci accoglie avvolgendoci coi suoi profumi, i suoi odori. Non lontano una volpe ci saluta.

Postato da: misunderstand a 12:07 | link | commenti (4)

giovedì, 08 maggio 2008

Il ritorno
 
“ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei, ed è sempre quando sono qui che io ripartirei” lo canta vasco nell’ultima canzone; lo penso io che dopo un anno ritorno alla mia vita, alla mia città, al mio lavoro, al mio blog. Sei mesi di viaggio, sei mesi di stop ed oggi ritorno. Non so per quanto o fin quando, …oggi sono qui.
È servito? Non lo so e non mi interessa; non era questo lo scopo del mio vagabondare.
Qualcosa è cambiato? Non lo so …forse io, ma non mi interessa; non era questo il motivo per cui sono partito.
Hai trovato quel che cercavi? …ma io cercavo qualcosa?
 
Non credo che tutto debba avere un senso che possa essere spiegato. Ci sono cose che esistono e basta, avvenimenti che accadono e stop, esperienze che si vivono solo per il gusto di viverle.
 
E quindi rieccomi! Felice di tornare; felice di essere partito; felice di aver vissuto a fondo tutto quello che il viaggio mi ha proposto. Ora mi fermo e riparto dalla quotidianità, dal lavoro, dalle gabole di tutti i giorni. Perchè una volta che parti… non ti fermi più; il luogo diventa un corollario, l’essenza la porti dentro. Buon viaggio.

Postato da: misunderstand a 16:51 | link | commenti (1)